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Ferrari ha perso i diritti sul nome Testarossa

4 agosto 2017
a cura della redazione
Ferrari ha perso i diritti sul nome Testarossa
In Germania, il Tribunale ha dato ragione ad un imprenditore che ne contestava l’inutilizzo

Apprendiamo dal media tedesco Spiegel.de che Ferrari ha perso i diritti (dobbiamo comunque ancora avere conferma che, a suo tempo, abbia effettivamente depositato il marchio) sul nome “Testarossa”. Abbiamo già controllato sul calendario e, sì, siamo ad agosto e non ad aprile...

Cosa diavolo è successo? Ebbene, sembra che l’imprenditore di Norimberga Kurt Hesse – proprietario, fra le altre cose, di un’azienda che produce automodelli - abbia convinto i giudici sottoponendo loro l’inutilizzo del nome Testarossa da parte di Ferrari nel corso degli ultimi vent’anni, come sostiene il portavoce del Tribunale: “Un brand, per essere al sicuro, deve essere utilizzato, cosa che la società non ha fatto. Di sicuro non negli ultimi cinque anni e nemmeno negli ultimi venti”. Prima ancora, sicuro di essere nel giusto, Hesse aveva già depositato il marchio Testarossa; la disputa legale era nata proprio così. E, proprio come aveva previsto, il Tribunale gli ha dato ragione.

La risposta di Ferrari è stata immediata: Maranello ha spiegato che fornisce da sempre assistenza alle Testarossa e che non serve altra dimostrazione. Ma i giudici non l’hanno ritenuta una prova sufficiente, in quanto, sostengono, l’assistenza viene svolta come marchio “Ferrari” e non come brand “Testarossa” a sé stante e perfino la fornitura di ricambi per i modelli Testarossa non è una prova sufficiente, in quanto il numero degli stessi sarebbe considerato insufficiente per un brand vero e proprio.

Ferrari sarà ora tenuta a cancellare il nome Testarossa e non potrà più ricevere le royalties sullo stesso. Ovviamente, non finisce qui. Seguiremo la vicenda e vi terremo aggiornati. Sarà meglio che lo facciano anche i titolari di altri brand famosi, perché, come sostengono alcuni esperti, questa sentenza va considerata come un campanello d’allarme...

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