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Evviva gli anni '90: Mazda RX-7 FD

11 December 2017
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    Un'auto veloce, affascinante e innovativa, anche per chi non è così appassionato di giapponesi

    L'ultima generazione di Mazda RX-7 è stata costruita dal 1992 al 2002 ed oggi è un animale raro, ancora più raro in condizioni di serie (in Europa dovrebbero esserne arrivate meno di 1200). L'originale RX-7 è del 1978, una veloce e compatta fastback dal grande successo. Cavalcando la forte economia giapponese, la FC del 1986 si fece più grande e pesante con un carattere da granturismo, ma ebbe meno ammiratori e portò Mazda alla decisione di tornare alla via della leggerezza con la FD. Sotto al cofano, il 13B-REW biturbo da 240 Cv e, con un peso di circa 1300 kg, un cliente scomodo per le più potenti rivali dell'epoca come Toyota Supra, Honda NSX e Nissan Skyline GT-R (sì, davvero bei tempi quelli). Nonché della Porsche 911. Costava 36.500 Euro circa nel 1992.

    Ancora oggi splendida, forse uno dei design giapponesi meglio riusciti, la Mazda RX-7 FD fu disponibile con il suddetto 13B-REW derivato dalla Cosmo, affiancato a due cambi, un cinque marce manuale e un pigro automatico a quattro rapporti. Dotata di due turbo, la RX-7 sfruttava il primo per i bassi regimi e migliorare la risposta e il secondo oltre i 4000 giri/min; era anche un tentativo per ridurre il turbo lag, ma il problema restava, principalmente a causa della naturale scarsità di coppia del rotativo. Per non parlare del compromesso di "soli" 8000 giri.

    La stravagante del gruppo

    Evviva gli anni '90: Mazda RX-7 FD

    di Jordan Katsianis

    Era il 1993, era nuova ed erano tutti eccitati. Se ne parlava parecchio e anche chi non era proprio appassionato di auto giapponesi non poteva ignorare quel rotativo. E vivevamo un'era di veloci e relativamente abbordabili vetture sportive a motore anteriore e trazione posteriore, considerate le varie Toyota Supra, Nissan 300ZX, BMW M3 E36, Porsche 968. In questo contesto, la RX-7 era quella stravagante del gruppo, con i due rotori da 654cc e il turbo, un motore compatto e leggero, facile da piazzare dietro l'asse anteriore e il più in basso possibile, per una distribuzione perfetta di 50:50 e un basso centro di gravità.

    Il concetto era semplice: il primo turbo spinge da 2000 giri, poi il secondo, di dimensioni identiche, per ridurre il lag, un sistema gestito da un controllo elettronico molto preciso. In Giappone si parlava di 255-260 Cv, ma in Europa eravamo sui 240 a 6500 giri, con circa 300 Nm di coppia a 5000 giri. Eravamo lì con la 968, ma qualcosa meno della M3 a sei cilindri, della Supra e della 300ZX. Ma i 1284 kg della RX-7 la rendevano una macchina veloce, capace di uno 0-100 in 5.4" e di una velocità massima di 250 km/h. Era tanto per l'epoca, gente. Nel Regno Unito ne arrivarono solo 210 di RX-7 FD e quella che ho guidato io era una di queste.

    Ne arrivarono ovviamente tante altre importate attraverso altri canali, ma quella "originale" resta rara, specie se in condizioni di serie. E' compatta, piccola, ma le sue curve le donano una presenza importante. E' strano come auto che ricordavi basse, larghe e con cerchi enormi oggi non sembrino tanto spettacolari; in effetti parliamo di gomme da 225/50 su cerchi da 16", ma quel design era molto avanti e non c'era mai stato niente del genere prima di allora e forse anche dopo, a partire da quei fari a scomparsa, di fatto una necessità dato il muso rasoterra della RX-7.

    Dopo aver aperto la portiera attraverso quella maniglia posizionata curiosamente molto in alto, il panorama è fatto di interni di plastica nera che non sono invecchiati altrettanto bene, ma è comunque un bel posto che ti accoglie con sedili avvolgenti. Non siedi così in basso come ti aspetteresti e il volante è un po' troppo grande, inoltre, oggi abbiamo ben più di aria condizionata, vetri elettrici e mangianastri. La strumentazione è semplice ma molto carina, con tachimetro da 290 km/h e contagiri fino a 9000 (zona rossa dai 7000); a sinistra, pressione olio, temperatura olio e livello carburante. Più avanti, al di là del parabrezza, le curve dei passaruota e, negli specchietti retrovisori i fianconi posteriori. E' davvero un'auto speciale.

    Al volante

    Evviva gli anni '90: Mazda RX-7 FD

    Dopo quel caratteristico lamento del motorino, il rotativo si posiziona su un veloce minimo di 2500 giri per un minuto o due. La frizione è moderatamente pesante, l'acceleratore ha una resistenza ben dosata. La tozza leva del cambio offre passaggi di marcia veloci e precisi, ma ci sono cambi migliori. Lo sterzo è più consistente di quanto mi aspettassi ed è una bella sorpresa, perché conferma la sensazione che la RX-7 sia un'auto comunicativa dalle reazioni misurate. La pedaliera in alluminio è attraente, piacevole sotto i piedi e ben spaziata; la relazione fra freno e acceleratore è chiaramente stata gestita da qualcuno che ama fare il punta-tacco e lo scarico conferma con scoppi e borbottii ad ogni scalata.

    Ovviamente, il rotativo 13B era e resta il protagonista, anche oggi. Le differenze a livello meccanico saranno anche enormi, ma dietro al volante non lo sono altrettanto; benché non urli come i fratelli da corsa, questo motore mostra che i rotativi fanno molto bene il loro mestiere. Qui, poi, c'è uno scarico aftermarket un po' più rumoroso di quello di serie, ma sotto la colonna sonora iraconda c'è un motore raffinato ed educato. Salendo di giri, la sua rotondità ti invita a darci dentro; è davvero godibile, con una discreta coppia e un po' di lag, una bella spinta dai 3000 ai 6000 giri. Gira anche oltre, perdendo un po' di brillantezza, ma spinge fino alla linea rossa, che ti viene segnalata dal solito buzzer che ti ricorda di cambiare marcia.

    L'auto che sto guidando, fra l'altro, ha una certa "esperienza" con 150.000 km all'attivo. Di conseguenza ammortizzatori e boccole non sono proprio giovani, ma, perfino nonostante diversi pneumatici fra anteriore e posteriore, riesce ancora a risultare precisa. L'andatura è composta, assorbe asperità e imperfezioni senza difficoltà, benché dalle plastiche arrivi qualche scricchiolìo. Colpisce l'equilibrio innato, la velocità con la quale riesci a costruire un quadro dell'efficacia e dell'agilità di questa terza generazione di Mazda RX-7. Ma richiede rispetto: ricordo quel giorno in particolare, strada collinare umida, ritmo sostenuto ma non esagerato, la RX-7 che entra in una compressione, la sospensione che affonda a fine corsa mentre la coda allarga oltre la linea senza avviso alcuno, uno di quei momenti in cui intervengono un po' la fortuna e la gioventù... Ho certamente imparato la lezione.

    L'equilibrio è splendidamente naturale, con gli pneumatici che regalano un grip e una risposta più che sufficienti ma non al punto da indurre il sovrasterzo. Lo sterzo è pesante il giusto e la risposta del telaio è placida, come tipico delle vetture di quest'epoca, un carattere che infonde fiducia e restituisce comunque precisione. Bisogna solo invitarla sulle curve più lunghe con un po' di input attraverso il volante, per poi allargare quando la curva si apre. Il posteriore ha grande trazione – normale, dato che la coppia non è molta – e la perfetta distribuzione dei pesi e la giusta dose di cattiveria rendono il rapporto telaio/motore molto armonioso. Certe volte, less è davvero more. Se entri veloce in una curva da seconda o terza e vai sul gas dalla corda all'uscita, allora senti il Torsen che si carica e le turbine che iniziano a soffiare; è qui che arriva qualcosa che ricordo della RX-7, quando la spremi e lei passa dal limite a qualche passo oltre. E' divertente e poco pericoloso. Perlomeno sull'asciutto. I freni sono ben tarati e progressivi, ma non hanno certo il mordente e la potenza degli impianti moderni; in pista li friggi, ma è del tutto normale rispetto a quanto siamo abituati oggi.

    E' grandioso tornare a come Mazda faceva le cose nel 1993, è una affascinante, intrigante e veloce automobile, uno degli sforzi più efficaci di Mazda. Speriamo che il concept RX-Vision venga infine prodotto per riportarci un po' dello splendore di quell'epoca.

    Evviva gli anni '90: Mazda RX-7 FD

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