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Driven: Volkswagen Golf GTI

4 ottobre 2017
a cura della redazione
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    Vediamo come va questo restyling della Golf GTI di settima generazione

    In commercio ormai da qualche mese, mentre un nuovo giocatore di nome Hyundai i30 N appare all'orizzonte, la Volkswagen Golf GTI fa spallucce e si gode il restyling della sua settima generazione, sempre basato sulla piattaforma MQB di tante altre VW, Audi, SEAT e Skoda. Rispetto alla Golf standard le sospensioni sono ribassate di 15 mm e c'è un aggeggio chiamato XDS+, un software che imita un differenziale frenando le ruote in curva, comprese quelle posteriori.

    I cavalli ora ammontano ai 230 della "vecchia" Performance Pack e difatti la restyling sale a 245 Cv con il medesimo pacchetto, che comprende LSD e impianto frenante maggiorato Brembo. Il cambio manuale a sei rapporti è sempre lo standard e l'immancabile DSG è optional. Con 350 Nm erogati fra 2500 e 4000 giri/min, la Golf GTI dà il meglio di sé ai medi regimi, iniziando a spingere da circa 1500. Ha un'erogazione pulita, che ben si accompagna ad entrambe le tipologie di trasmissione.

    Driven: Volkswagen Golf GTI

    La GTI ha sempre un gran carattere e questa non è da meno, specie quando dimostra di digerire senza problemi le superfici meno piacevoli da affrontare, con un telaio fra i migliori sulla piazza e un assetto notevole; d'istinto viene da inserire la modalità Sport, ma con Individual si può scegliere qualcosa di meglio, vale a dire una personalizzazione con Sport per lo sterzo, il motore e l'ESP, ma le sospensioni da lasciare su Normal; in questo modo ora c'è un filo di rollio in più e un po' di galleggiamento sulle sconnessioni, ma l'equilibrio rimane neutro e l'auto risulta sempre ben reattiva agli input.

    Nel caso siate assidui frequentatori dei trackday, in fase di preventivo vi consigliamo di mettere una spunta nella casellina dell'Adaptive Chassis Control, che, nella modalità Sport, permette di irrigidire ulteriormente l'assetto, lo sterzo, migliorare la risposta del gas e ridurre l'intervento dell'ESP. La GTI flette così ulteriormente i muscoli e in una veloce chicane diventa ancora più reattiva e agile. La Volkswagen Golf GTI resta un'ottima hot hatch, probabilmente la più avvicinabile e versatile di tutte.

    Il suo problema – dice David Vivian - è forse l'incapacità di andare oltre un ragionato divertimento e lasciarsi andare davvero; se le altre hot hatch a trazione anteriore richiedono un po' di tempo per farci la mano, dopo un paio d'ore sembra che la Golf abbia già detto tutto. E parliamo di un'auto che è alla settima generazione, con 37 anni d'esperienza e innumerevoli ore di progettazione, sviluppo e chissà quanti chilometri alle spalle.

    Ma la Golf GTI, in fondo, nasce per soddisfare non solo il desiderio di sportività, ma anche le necessità e infatti si riconferma estremamente versatile, con l'abitabilità e il comfort che l'hanno sempre contraddistinta; non è un caso che il 70% della clientela la scelga con carrozzeria cinque porte, per sfruttare ancora meglio i sedili abbattibili che creano un fondo completamente piatto, così da ampliare a dismisura il già generoso bagagliaio da 380 litri. Fra le novità, un nuovo infotainment con schermo da 8", nuova fanaleria full LED e nuovi cerchi in lega.

    I prezzi partono da 34.900 Euro per la manuale e da 36.900 Euro per la DSG. Come immaginerete, è molto, molto facile toccare quota 45.000 Euro con gli accessori di cui sopra...

    Driven: Volkswagen Golf GTI

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