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Con Nokian e Audi RS5 in Lapponia. Vietato ai minori!

13 dicembre 2017
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    Dalle nostre parti così tanta neve non si vede. Poi, con due mostri come le Audi RS5 Coupé e una valle intera a nostra disposizione per sbizzarrirsi sui toboga di un centro ricerche, abbiamo mollato i freni… inibitori.

    di Alessandro Perelli

    Vena chiusa e piede pesante
    , questo l’incipit della giornata. E come potrebbe essere altrimenti quando si ha un’intera valle innevata e decine di tracciati su cui sciogliere le redini ai 450 cavalli delle nostre Audi RS5 Coupé? Questa è la breve cronaca di una giornata che ogni appassionato vorrebbe vivere un giorno nella vita.

    Ma facciamo un passo indietro. In realtà siamo venuti in cima al mondo per un test comparativo di pneumatici All Season da pubblicare sull’altro nostro magazine, Automobilismo. Ma l’occhio cade sui due muletti Audi fermi in officina. Il Centro Ricerche Nokian di Ivalo, il "White Hell", oggi è chiuso: non c’è nessuno a parte noi, il nostro accompagnatore e il guardiano. Abbiamo carta bianca e serbatoio pieno. In un attimo, quasi increduli, stringiamo fra le mani il volante delle sportive di Ingolstadt: trentadue denti brillano sotto il sorriso, il piede destro sul gas e gli indici sui paddles sono pronti ad aprire le danze. L’unica richiesta da parte del nostro assistente è di non stampare le due preziose RS5 contro i larici finlandesi che lambiscono tracciati e anelli steering pad.

    Con Nokian e Audi RS5 in Lapponia. Vietato ai minori!

    Le piste di accelerazione, i saliscendi degli handling - vere e proprie colline appena battute - l’anello esterno, insomma, un parco giochi per adulti in formato XL, ci aspettano nel più assoluto silenzio. Ma il rombo dei due V8 aspirati squarcia la quiete come una lama e le due belve quasi danzano leggere sulla neve. In realtà, grazie agli pneumatici invernali con mescola specifica per queste latitudini, la trazione è incredibilmente efficace e la direzione imposta è precisa per condurre le macchine forzando la mano (e il piede). Affrontiamo uno a uno ogni percorso per ubriacarci di traiettorie, sbandate controllate, accelerazioni e frenate, quasi senza sosta.

    Alla fine, la realtà è che non abbiamo ricavato nessun dato oggettivo, solo una gran libidine e quella lieve sensazione di aver goduto di un giorno che difficilmente potrà essere cancellato dalla memoria.

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