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Comprare un mito: Honda Integra Type-R

13 giugno 2017
di Davide Saporiti
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    Tutto ciò che una Honda deve essere: una semplice coupé con un motore urlante e un handling fantastico

    Se oggi dici "Honda Integra", la reazione è tiepida, pensano che parli di moto e si eccitano giusto quelli che "osano" desiderare un telaio più efficace per il loro scooter. Ma una volta non erano parole che si pronunciavano così alla leggera: evocavano lo spirito di un'automobile fra le più temute e desiderate di sempre della sua categoria.

    La Honda Integra Type-R arrivò alla fine degli anni '90 (nel 1995 per il Giappone), dotata del B18C Spec-R, un grandioso motore aspirato di 1797 cc - i cui componenti erano lavorati a mano (ne facevano massimo 25 al giorno) – capace di 9000 giri esprimeva 190 Cv a 8000 giri/min. Erano 105 Cv/litro, una potenza specifica fra le più alte che si fossero viste fino ad allora, che passava attraverso un differenziale elicoidale estremamente efficace. Chi l'ha guidata si ricorda certamente di cosa succedeva dopo i 5700 giri grazie a quella magnifica invenzione chiamata VTEC...

    La Integra Type-R aveva anche un signor telaio ed era nata per essere omologata per il Gruppo N. Honda la irrigidì in aree chiave con acciaio rinforzato, mentre le sospensioni erano più basse di 15 mm rispetto ai modelli precedenti, la antirollio posteriore era più grossa, rinforzi erano stati aggiunti su entrambi gli assi e i cerchi da 15" calzavano Bridgestone Potenza in misura 195/55.

    Per contenere il peso, Honda installò una vetratura il più sottile possibile ed eliminò il grosso del materiale isolante. Splendidi e avvolgenti sedili Recaro con i passaggi per le cinture, la caratteristica leva del cambio dall'escursione cortissima e dettagli tipo carbonio contribuivano ad accentuare il carattere bellicoso di questa meraviglia a trazione anteriore.

    Erano passati già sei anni dal termine della produzione quando evo, nel 2006, la inserì fra le migliori 15 trazioni anteriori, assieme a 205 GTI, Clio Williams, Clio Trophy e Mini GP. E colpì talmente i nostri tester, grazie al suo inconfondibile feedback, all'efficacissima trazione, al miracoloso grip, al passo sconvolgente e al totale coinvolgimento, da meritarsi il titolo di migliore trazione anteriore di sempre.

    Comprarne una

    E' una Honda. Il che significa che invecchia bene. Ma, oltre alle normali verifiche da effettuarsi su qualunque automobile usata, come (quasi) sempre è meglio evitare gli esemplari elaborati, soprattutto se c'è un turbo nel cofano. Perché, poi, rovinare tanto ben di Dio aspirato con un turbo? Quel quattro cilindri è talmente spettacolare da essere stato spesso oggetto di furti, tanto che vi conviene verificare i numeri di serie di motore, trasmissione e telaio...

    E' incredibile quanto affidabile sia quel motore, soprattutto considerato quanto gira alto. Non tutti saranno concordi su quest'aspetto, ma – come sempre – rispettare gli intervalli di manutenzione è fondamentalmente tutto ciò che bisogna fare. Le cinghie e le candele vanno sostituite ogni cinque anni o 100.000 km; il liquido di raffreddamento e i filtri carburante ogni 60.000 km circa (o ogni quattro anni). Sempre meglio verificare per eventuali perdite, ma sono rarissime. Meglio lasciare l'aspirazione originale, tanto è già ottima e, benché una aftermarket possa regalare un sound un po' più coinvolgente, una aftermarket non eccelsa può addirittura compromettere le prestazioni agli alti regimi.

    La frizione e il cambio sono robusti ed affidabili, salvo i sincronizzatori, che possono cedere (specie usando l'olio sbagliato); lo si capisce di solito fra la seconda e la terza, per cui fate un test sopra i 5000 giri. Anche i freni sono affidabili, benché le pastiglie si consumino molto velocemente. Gli ammortizzatori possono risultare un po' stanchini attorno ai 100.000 km e verificate tutti i serraggi di sospensioni, braccetti e barre antirollio, perché è capitato diverse volte di trovarli allentati. La carrozzeria e la vernice non soffrono particolarmente. Meglio che le ruote siano originali (cerchi da 15" a cinque fori), perché cerchi più grandi, benché più "moderni", compromettono le qualità dinamiche. All'interno dell'abitacolo può capitare di riscontrare qualche vibrazione della plancia, ma è normale, vale per tanti modelli; i fianchetti dei sedili possono cedere ai lati a causa del continuo salire e scendere e gli stessi sedili si sporcano facilmente e possono essere difficili da pulire. Nessun problema particolare per l'impianto elettrico e quindi nemmeno per i vetri, benché sia facile sentirli vibrare quando sono aperti a metà.

    I prezzi? Grosso modo, sia in Italia che all'estero (Europa), si va dai 7.000 ai 18.000 Euro, a seconda dell'età e delle condizioni.

    ...e dopo 200.000 km...

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