Buio, pioggia, freddo e due Huayra: una notte indimenticabile

8 agosto 2016
di Stefano Marzola
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  • 1/49 Verso l'alba: qualcuno si chiedeva come mai le due Huayra fossero sporche di sterco di pecora?
    Su evo di agosto/settembre abbiamo raccontato questa lunga notte al volante di due Pagani Huayra, una coupé ed una BC. Una notte lunga e difficile ma trascorsa in ottima compagnia

    Buio, pioggia, freddo e due Huayra: una notte indimenticabile

    Vi è mai capitato di entrare in un ristorante e attirare gli sguardi stralunati del gestore? Quello vi scruta e sta pensando che siete capitati nel posto sbagliato, che il suo locale non fa per voi. Per i prezzi, ovviamente. Così quando ci siamo fermati un paio di tornanti prima di arrivare in cima al Passo Giau in quel ristorante che da fuori sembra una baita di montagna ma dentro ha una cucina di alto livello (e prezzi di conseguenza), all’ingresso, prima di farci sedere, ci hanno mostrato il menù. “Sapete, siamo un ristorante un po’ particolare” ci spiegano. La signora, gentilissima, mica aveva notato che nel parcheggio avevamo appena spento due V12 incastonati nel posteriore di altrettante Pagani Huayra, una coupé ed una BC. Il racconto completo lo  trovate su evo di agosto/settembre ma ci teniamo ad anticiparvi qualcosa, anzi qualcuno. Durante quella cena abbiamo approfondito la conoscenza di Andrea Palma, da un paio d’anni il nuovo collaudatore della Pagani Automobili.

     

    Ma prima una personalissima nota. Eravamo in sei in quella notte: Francesco, Luca e Andrea di Pagani Automobili, Beppe, Mario ed io per evo. Spaccati a metà da una partita di calcio, era la sera in cui si disputava Italia-Germania, tre la volevano guardare e tre volevano guidare. Sapete com’è finita? Che le due Huayra hanno atteso pazientemente in parcheggio fino all’ultimo dei calci di rigore… Ci meritiamo tutto il vostro biasimo, me ne rendo conto.

     

    Andrea Palma: chi è il collaudatore pagani

    Romano, quarant’anni, smilzo e un po’ timido. Vi ricordate il film “Velocità Massima” con Valerio Mastrandrea? Un gruppo di giovani folli che incendiava di notte le strade dell’Eur con corse clandestine dove, prima che il libretto dell’auto, ci si giocava la vita. Ebbene, quel film è nato dal racconto di alcuni di quei ragazzi con cui Andrea Palma correva. Di notte, all’Eur, succedeva per davvero. Poi è arrivato il suo primo kart grazie alla passione che il papà gli ha voluto infondere ed ha alimentato fino alla sua scomparsa.

     

    Tanta, tantissima manetta ed una serie di incontri fortunati hanno portato Andrea a correre in serie importanti, dal monomarca Maserati all’Europeo Turismo. Fino all’incontro con Horacio Pagani: “Andrea, ricordati che qui non facciamo auto da corsa ma vetture stradali che possano andare forte ma anche essere il più possibile sicure per ognuno dei nostri clienti” gli ha raccomandato al loro primo incontro. Oggi porta sulle Pagani la sensibilità fatta di anni di corse, da quelle clandestine con la Uno Turbo preparata fino alle vere GT da gara.

     

    Ho fatto accanto a lui un paio di giri sulla Huayra BC all’Estoril: la sua guida è decisa ma pulita, questo però non gli impedisce di sfruttare al massimo il posteriore per chiudere le curve, innescando lunghi scivolamenti di quelle iperdotate PZero: solo accanto ai migliori mi è capitato di vedere una tale sensibilità al volante, dove il traverso era voluto, controllato, gestito al millimetro. Non una forma di show ma un complemento necessario per la guida.

     

    In quella notte sulle Dolomiti, invece, abbiamo voluto che ci raccontasse cosa significhi fare il collaudatore per la Pagani, dunque non perdetevi il video qui di seguito (e nemmeno la gallery!).

     

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